Le profezie che si avverano

Sono in una fase di forte intolleranza a me stessa.

Mi do fastidio da sola sentendo la mia voce che ripete continuamente: "non fare", "attento", "fai questo", "ricordati", "aspetta" e via discorrendo. Per non parlare di quando mi ascolto dire: "Te l'avevo detto". Mi darei le martellate in fronte, mi cucirei la lingua, farei voto di silenzio fino alla fine dei miei giorni. Non mi sopporto. Figuriamoci quanto possano sopportarmi i miei figli, povere creature.

Eppure mi sono accorta che spesso si tratta davvero di poco più che un tappeto sonoro, di un'abitudine a far sentire la mia presenza più che la reale necessità di intervenire. E mi capita soprattutto quando sono stanca e vorrei evitarmi una maglietta in più da lavare, un pavimento da asciugare o qualche altra incombenza in conseguenza dell'ipotetico incidente. Del resto oltre che un mamma ad alto contatto sono anche una mamma piena di parole. Fa parte del mio essere donna e l'ho trasferito anche nel mio essere madre, trasformo tutto in parole, racconti, aneddoti, ricordi romanzati. E in profezie: "Attento che ti bagni","fermati che vai a sbattere", "non saltare da lì in cima che ti rompi una gamba".

Ora che analizzo la cosa a tavolino, compiere profezie non serve a niente: se il pericolo non è reale, o se la conseguenza che vorrei evitare non è particolarmente letale, tanto vale star zitta e affidarsi alla statistica, qualche volta si bagnerà e qualche volta no. Asciugheremo. Ma soprattutto assillare con gli anatemi mentre i bimbi son compenetrati in un'azione può concorrere a deconcentrarli e far sìche davvero si bagnino, cadano male o ruzzolino giù per le scale. In caso di reale pericolo, meglio intervenire e arginare immediatamente l'azione pericolosa invece di perder tempo a parlare.

Quindi in tutti i casi le profezie andrebbero evitate.

Quando sono più rilassata mi riesce più naturale, perché temo meno il momento della resa dei conti che potrebbe significare lavoro aggiuntivo per me, quando invece son più sotto pressione mi parte il disco. Però non devo dimenticarmi che sono (abbastanza) adulta, posso correggermi.

E pensare prima di parlare.

Voi vi riconoscete in questa mia caratteristica?

Come vi comportate?

 

Photo Credits: State Farm

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COMMENTI (1)

mamma avvocato
Ott. 31, 2014, ore 10:28

Mi riconosco in toto!

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