Mamma, come mi vesto per andare a scuola?

L'autonomia aumenta e cresce anche la voglia di esprimere la propria individualità attraverso tutti i canali utili. Anche l'abbigliamento è una modalità attraverso cui i bambini hanno voglia di comunicare ed è giusto assecondarla, non trascurando gli aspetti pratici.

Per quanto mi riguarda ci sono due cose che vorrei imparassero a proposito di abbigliamento: la comodità, che significa vestire sentendosi a proprio agio e riuscendo ad affrontare tutte le piccole azioni quotidiane senza dover pensare a ciò che si ha indosso e l'eleganza, che per me vuol dire vestire in maniera appropriata al luogo che si frequenta, alle persone con cui ci si incontra e trovare un modo di porsi in armonia con il proprio essere. In definitiva si tratta di due concetti che si intersecano.

Parlando di bambini piccoli e abbigliamento adatto alla scuola, penso che la praticità sia legata soprattutto alla possibilità di giocare e sporcarsi senza remore e alla capacità di spogliarsi e rivestirsi all'occorrenza in perfetta autonomia. Sull'eleganza invece credo che si possa lavorare insegnando a vestire in maniera indicata rispettando i proprio colori e valorizzando la propria fisionomia, non dimenticando la propria età e l'obiettivo delle giornate a scuola, non tradendo il proprio sentire, di pari passo a un percorso di educazione al gusto.

Per i miei bambini, che sono due maschietti e per i quali forse ci sono meno possibilità di scelta, ho adottato una divisa piuttosto semplice, della quale sono contenti perché a proprio agio, composta da leggings, pantaloni da tuta oppure pantaloni con elastico (ce ne sono parecchi molto più simili a pantaloni che a tute, in tessuti vari, dalla tela di cotone, al velluto a costine, fino al jeans, con un minimo di elasticizzato che agevola le capriole, ma senza bottoni e cerniere); maglietta a maniche corte o lunghe in base alla stagione, felpa con zip e cappuccio, oppure cardigan; biancheria e calzini, ovviamente e scarpe chiuse con velcro (in estate sandaletti abbastanza 'coprenti' sempre con strappo).

Il problema era diventata la scelta dell'abbinamento che ogni mattina richiedeva fino a un quarto d'ora di estenuanti tira e molla per assecondare il loro gusto, ma senza valicare nel caos. Così ho pensato ad una modalità di compromesso in due fasi.

Tanto per cominciare abbiamo diviso i cassetti in cui sono riposti i loro abiti tra abbigliamento scolastico e da tempo libero, poi in quello per la scuola abbiamo messo dei sacchettini con il nome del giorno nei quali inseriamo i 'completi' per tutta la settimana. In questo modo, durante il weekend, possono scegliere come mischiare i capi e ragionarci anche due ore, ma la mattina di scuola hanno già pronto tutto e devono solo trovare la scritta corrispondente al giorno corrente.

Due piccioni con una fava: impariamo i giorni e la loro successione e riduciamo i tempi di preparazione al mattino.

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Photo Credits: Nathan Jones

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Educare i figli

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