Il valore dell'attesa

Non so i vostri, ma i miei bambini hanno enormi difficoltà a comprendere la parola: "Aspetta".

A noi capita spesso che a cena non si riesca a scambiare due parole tra adulti. Non appena cerchiamo di raccontarci qualche avvenimento della giornata o intavolare una discussione su qualcosa che ci preme, siamo costantemente interrotti da richieste più o meno urgenti. Fino a un certo punto entrambi abbiamo messo da parte le nostre necessità in favore dei bambini, ma ci stiamo rendendo conto che per noi non c'è nessun momento di recupero e che i bambini hanno iniziato a dare per scontato che ogni loro estemporaneità abbia la precedenza anche su discorsi seri tra genitori.

Mi sono chiesta se sia giusto, per noi e per loro.

Forse è vero che alcuni genitori tendano a dire "aspetta" un po' troppo spesso, ma è altrettanto lampante che i nostri figli non siano in grado di rispettare questa richiesta, senza eccessiva frustrazione.

L'attesa invece è a mio avviso un valore da insegnare. Si tratta di un modo per godere appieno della realizzazione di un desiderio o del raggiungimento di un traguardo. Che l'oggetto del contendere sia la compagnia del papà per incollare le figurine o il dolce a fine pasto, riuscire a lasciar trascorrere un minimo di tempo tra la domanda e la fruizione non può far altro che bene.

Non è certo una regola da autoimporsi inderogabilmente frenando la propria spontaneità verso il bambino, ma semplicemente un concetto su cui porre attenzione, per non accorrere a ogni richiesta prima ancora che venga formulata o con la sensazione di essere vittime di una continua vessazione, e che ci spinga a ponderare di volta in volta la necessità di un immediato accoglimento o meno.

Oltretutto si tratta spesso anche di uno spazio di rispetto. L'attesa può servire per permettere all'altro soggetto coinvolto di completare un'azione. Se i figli sono abituati a chiedere ed essere esauditi all'istante, probabilmente matureranno l'idea che tutto ciò che viene fatto al di fuori di loro e che non li riguardi strettamente, non abbia grande importanza.

Che ne pensate? Secondo voi è giusto trasmettere ai figli il valore dell'attesa?

 

Photo Credits: suzettesuzette

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COMMENTI (2)

Pensieri Rotondi
Mag. 5, 2014, ore 12:55

Sono caduta qui per caso, come la "rete" vuole... Il tuo post tocca un tema interessante e importantissimo: sono decisamente d'accordo sul valore dell'attesa, negarsi di continuo per rispondere ai figli è una forma di vizio, come i genitori che non sanno dire di no alle loro richieste. Anche per quanto riguarda il valore del tempo i bimbi hanno bisogno di regole. Logicamente con buonsenso e senza dimenticarsi, appena espletata l'attesa, di tornare a dar loro la giusta attenzione.

Caia Coconi
Mag. 5, 2014, ore 16:16

@Pensieri Rotondi: Assolutamente, precisazione opportuna!

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