Una mostra annoia davvero i bambini?

Un sabato mattina d'autunno, davanti ad una tazza di latte fumante, abbiamo detto a Seienne e Quattrenne che saremmo andati in un museo.

Ammetto che la prima reazione è stata di stupore seguito immediatamente dalla domanda retorica carica di speranza "Andiamo al museo di storia naturale? Siii!!!".

In realtà questa volta non saremmo andati lì dove speravano, bensì ad una vera mostra, di quelle "da grandi", di quelle con tanti quadri arrivati da un museo lontano migliaia di chilometri.

Una mostra annoia davvero i bambini?

La domanda successiva, questa volta per niente retorica, è stata quella che ci aspettavamo "Ci annoieremo?".

La noia va prevenuta, quindi la prima sorpresa è stato il mezzo scelto per arrivare a destinazione: il tram invece della solita metropolitana.

Durante il tragitto abbiamo parlato di quello che avrebbero visto una volta arrivati, le sale grandi, i tetti altissimi, le scale di marmo, tante persone in silenzio e soprattutto la rassicurazione che, in caso di tanta noia, saremmo andati via quando l'avessero chiesto.

Una mostra annoia davvero i bambini?

Arrivati a destinazione, Quattrenne e Seienne erano curiosissimi, avevamo spiegato loro anche che quei quadri erano stati visti da "millemila" persone che parlavano tante lingue e che adesso li avrebbero visti anche loro, cosa che li aveva fatti sentire molto importanti.

Una volta entrati, ci siamo fermati ad osservare alcuni quadri in particolare via via che notavamo che i bambini ne venivano attirati, evitando di indugiare davanti a quelli che era palese che non li colpissero.

Per stimolare la loro curiosità e mantenere l'attenzione abbiamo usato piccole astuzie, come ad esempio far notare a Quattrenne, che è una piccola donna, come i pittori vestissero in modo diverso le signore dipinte e come, ad esempio, la bambina grande dipinta dalla pittrice che si chiama Tamara (De Lempicka!) avesse le ballerine come le sue, mentre il Seienne, piccolo uomo, veniva colpito dai possibili lavori che secondo lui facevano i signori di altri quadri e dall'uso del verde,il suo colore preferito.

La visita ha avuto i ritmi dei bimbi, spesso si ritornava indietro ad accertarsi che la signora dal vestito a rombi neri avesse sempre la collana d'oro, oppure si saltava una sala per poi andarci stupiti del fatto che prima non ci fosse.

Un altro piccolo dettaglio li ha spinti ad osservare un po' di più quello che li circondava, non solo i quadri: se avessero voluto, ci saremmo fermati un po' e avrebbero potuto disegnare con le loro matite sui loro album proprio lì, in mezzo a tutti quei quadri importanti.

Una mostra annoia davvero i bambini?

Siamo arrivati alla fine molto più velocemente di quanto non saremmo stati se fossimo andati senza i bimbi, certo, ma abbiamo visto tutto, Quattrenne e Seienne si sono fermati a disegnare sentendosi un po' importanti ed erano rilassati e allegri.

Credo proprio che presto si rifarà!

 

Scritto da: Clarissa lastanzadegliarmadi.com

Photo Credits:
joshstaiger
Clarissa lastanzadegliarmadi.com

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COMMENTI (4)

Robertissima
Nov. 4, 2013, ore 15:50

...riuscire a coinvolgere i bimbi in queste attività da grandi aiuta anche noi a guardare con più attenzione tanti piccoli particolari...

La stanza degli armadi
Nov. 13, 2013, ore 12:13

@Robertissima: è vero!

Rita
Nov. 13, 2013, ore 10:42

Che bella storia Clarissa! Dalla tua fantastica penna. Un bacio a quattrenne, seienne e geniale mamma!

PS- Prenderò spunto anch'io per il mio quattrenne..

La stanza degli armadi
Nov. 13, 2013, ore 12:15

Grazie Rita! Se avrai sperimentato altri piccoli trucchi, faccelo sapere!

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