Mamme e lavoro: conciliazione?

Tema attuale che spacca l'opinione: esiste la conciliazione per mamme che lavorano?
È possibile raggiungerla?
Parliamone.

Io ho una visione molto disincantata della questione. Credo che la conciliazione possa esistere in un altro mondo dove i ritmi lavorativi siano improntati a obbiettivi umani e non ad un efficientismo fine a se stesso. Credo che la conciliazione avvenga quando l'approccio al mondo lavorativo sia sano anche da parte degli uomini. Perché in un contesto in cui ci si proietti giustamente alla parità non esiste conciliazione se non condivisa.

Per quanto una donna possa fare scelte in una direzione di mediazione tra il proprio ruolo di madre, che vuole accudire i propri figli in ogni momento della loro crescita e non soltanto durante il loro primo anno di vita, e la propria legittima ambizione a realizzarsi anche professionalmente, il riscontro sociale è sempre decisamente triste. Dalle difficoltà quotidiane per mancanza di politiche e sostegni adeguati alle famiglie, ai rimbalzi culturali che si percepiscono costantemente dal momento in cui si mette al mondo un figlio, i rimandi sono sempre gli stessi: hai voluto la bicicletta? E ora pedala.

In sostanza io sento personalmente uno stridore continuo. Quando mi tuffo nel lavoro per cogliere al volo una opportunità professionale, sento di perdermi i pezzi: i bambini obbiettivamente soffrono della mia mancanza, ma soprattutto di una struttura affettiva stabile, accogliente e rassicurante perché devono essere sballottati da una nonna a una baby sitter o lasciati all'asilo troppo a lungo. Io, per prima, soffro dell'impossibilità di contenerli, ascoltarli, assistere alla loro crescita.

Mamme e lavoro: conciliazione?

D'altro canto ho sperimentato la sensazione di frustrante immobilità che mi provoca rinunciare totalmente alla mia parte professionale.
In quale punto, allora, si trova la conciliazione?
Si troverebbe in un lavoro che non impegni più di mezza giornata, ma ti garantisca soddisfazione e, ovviamente, non porti a sgradevoli situazioni di menomazione.

Qualcuna di voi l'ha trovato?

Io pensavo di aver trovato la soluzione con il mio lavoro da freelance che mi concede flessibilità e autodisciplina, ma anche questa è un'arma a doppio taglio perché quando si è imprenditrici di se stesse si fa fatica a lasciar correre un treno perché uno dei bambini è ammalato e la baby sitter è andata in vacanza e l'asilo sta facendo la disinfestazione. Perso un treno non è detto che ne arrivi al volo un altro, soprattutto oggi. Si tende quindi a mangiucchiare tutto il tempo a disposizione anche a discapito della qualità della vita e dell'umore.

Mamme e lavoro: conciliazione?

È difficilissimo essere sempre nella condizione di dover scegliere se lavorare o stare con i figli. È come un'eterna lotta intestina che non si consuma, ma ti consuma. Come una ferita costantemente aperta, la cui crosticina continuiamo a stuzzicare. E quindi anche in questo caso la frustrazione è sempre dietro l'angolo.

Mi piacerebbe conoscere le vostre esperienze, voi avete trovato il giusto equilibrio?

 

Photo Credits:
GSCSNJ
Howard County Library System
sean dreilinger

Vedi anche

COMMENTI (22)

Ester_79
Mag. 5, 2013, ore 17:16

Quando e` nato il mio primo bambino lavoravo tutto il giorno, perdendo i momenti + importanti nei suoi primi anni di vita. Adesso che mi trovo a casa, non x mia scelta, sto ritrovando tutte le emozioni che una mamma dovrebbe provare, con la mia piccolina di 22 mesi.

Caia Coconi
Mag. 7, 2013, ore 12:45

@Ester_79: e' il fatto della mancanza di scelta che e' sbagliato, secondo me. la giustizia risiederebbe in quella porzione di liberta' in cui si sceglie di stare o no.
non trovi?

Hermione
Mag. 6, 2013, ore 11:59

Nel posto dove ho lavorato per alcuni anni il principio non scritto era: "sei un bravo lavoratore se ti trattieni qui il più a lungo possibile, a prescindere da ciò che hai da fare". Così non si smontava prima delle nove, anche se il lavoro quotidiano era stato terminato da tempo: la quantità contava più della qualità. All'epoca non avevo famiglia, il sacrificio mi costava relativamente e così ad altri colleghi. Ma c'erano anche padri, e madri, che per sostenere questi ritmi facevano crescere i figli ai partner e ai nonni.
Ora che sono mamma e che non lavoro più lì (non per mia scelta), mi accontento di un lavoro da casa che sicuramente mi dà meno soddisfazioni professionali ed economiche, ma che mi ha permesso di non perdermi nulla dei miei figli. Non ho rimpianti: non vorrei il lavoro di un tempo, perché sarebbe incompatibile con i bambini per orario e modalità (lavoravamo spesso anche durante le festività), ma forse avrei voluto qualcosa in più, un compromesso meno penalizzante per me.
E poi mi chiedo: cosa farei se fossi ancora lì? Come avrei gestito lavoro e maternità con ritmi così serrati? A uno dei due, in qualche modo, avrei dovuto rinunciare. E mi chiedo come fanno quei colleghi, o meglio quelle colleghe, all'epoca single come me, che adesso sono mamme. Avranno rinunciato a stare coi figli o avranno lottato per avere tempi di lavoro compatibili con la famiglia?

Caia Coconi
Mag. 7, 2013, ore 12:47

@: leggendo il tuo cmmento mi accorgo di quanto siamo tutte nella stessa barca. in effetti e' proprio lì il nocciolo, non abbiamo scelta. il compromesso e' sempre in agguato. c'e' sempre qualcun altro che sceglie per noi. e siamo costrette ad accontentarci di un lavoro meno stimolante o di far crescere i nostri figli da altri (mariti, nonni o estranei che siano). che tristezza :(

Sonia'82
Mag. 6, 2013, ore 13:45

Che coincidenza questo argomento cade proprio a fagiolo, in pomeriggio ho un colloquio che mi ha organizzato mio marito, vuole che ritorni al più presto al lavoro nonotante la contrarietà della nonna che lui dava x scontato che avesse tenuto le bambine (di 2 anni e mezzo, e 8 mesi). Si è categoricamente rifiutata dicendoci che cè passata anche lei e se ne pentita a tal punto da mollare il lavoro per accudire figli (e marito).
Io ho paura di fare una cavolata visto che entrambe di notte chiamano ancora e lui non si accorge nemmeno di quando ci alziamo al mattino... spero di avergli fatto capire che se io dovessi accettare lavorando dalle 6,20 alle 14 la routine del mattino sarebbe una suo compito e considerando che scende dal letto 20 minuti prima di partire per il lavoro la cosa mi preoccupa molto!!!
D'altro canto so che con i tempi che corre a un lavoro non si deve rinunciare e l'orario è proprio buono rispetto a come lavoravo prima di avere figli; e potrei anche capire che lui senta la necessità di trovare un impiego più soft, ma le bambine a chi le lascio?con le zie mi arrangerò per l'estate (se quella in dolce attesa arriverà a termine ) per fortuna la più grande andrà all' asilo. E la piccola be spero di trovare una brava persona e di guadagnare abbastanza da sopperire ad entrambe le spese....

Caia Coconi
Mag. 7, 2013, ore 12:48

@Sonia'82: ma quanto hanno le tue bimbe? forse tutto sommato un buon part time resta la soluzione compromesso piu' sostenibile!

Sonia'82
Mag. 11, 2013, ore 15:09

@Caia Coconi: Rachele ha 2 anni e mezzo e Caterina 8 mesi, sarei d'accordo anch'io ma dalle nostre parti alla richieta di un part time la risposta è : "io non pago due persone ne trovo una che faccia tutto il turno"

Sonia'82
Mag. 11, 2013, ore 15:26

Mio marito ha cambiato posto di lavoro, per avere 1giorno e mezzo di riposo la settimana per stare di piu in famiglia, be dopo tre mesi il riposo si è ridotto a mezza giornata e non per incremento del lavoro ma bensi per tagli al personale... sono davvero combattuta tra il volerlo aiutare e il trovare una soluzione adeguata alle bimbe. ho cercato e sto ancora cecando un lavoro stagionale notturno anche perchè siamo rimasti con una sola auto perciò più di 5/6 km in bicicletta diventano un problema per la brutta stagione e il servizio autobus in zona è davvero pessimo, anzi direi una vergogna.

Alessandra
Mag. 6, 2013, ore 15:55

Ho un bimbo di 13 mesi, sono rientrata al lavoro dopo la maternità facoltativa quando il mio bimbo aveva 9 mesi. Mio marito ha preso un mese di paternità non retribuita (una vera e propria mosca bianca nel mondo del lavoro italiano!) e il mio piccolo ha iniziato a frequentare il nido a 10 mesi, visto che non abbiamo alcun aiuto quotidiano. Ho chiesto il part time e mi è stato negato, e il motivo, pensa un pò, è che TUTTE le mie colleghe - siamo in 5 in ufficio- hanno parttime, anche chi ormai ha i figli adolescenti, quindi a rigor di logica non è possibile concederne altri... il risultato -assurdo- è che io che ho un bimbo piccolo sono costretta in ufficio fino alle 17.30. Fino a che ho potuto, con i permessi allattamento, era tutto sommato fattibile. Da inizio aprile lavoro 8 ore più mezzora di pausa, e il bilancio di questi mesi e soprattutto dell'ultimo è che la conciliazione NON esiste. C'è un continuo barcamenarsi e metter toppe, ma non esiste conciliazione, non con l'organizzazione lavorativa della maggior parte delle imprese italiane. Per me conciliazione significherebbe lavorare meno ore, poter all'occorrenza lavorare da casa per non vivere con l'angoscia costante di cosa fare se il bimbo si ammala, visto che non ci sono nonni disponibili... certo chiamo la babysitter, ma perchè sono costretta a lasciare il mio piccolino febbricitante con una persona che non è la sua mamma, continuando peraltro a sborsare soldi? potrei prendere i permessi non retribuiti, ma stupidamente ho paura di venir giudicata, dai superiori e dalle stesse colleghe che, con nonni sempre presenti, non si sono quasi mai assentate per le malattie dei figli. Comincio a pensare che non sia possibile fare bene entrambe le cose... ho sempre creduto, e credo tuttora, che avrei desiderato lavorare dopo la maternità perchè, come tu scrivi, in certi momenti dell'astensione dal lavoro ho sentito la mancanza di uno spazio mio e il peso dell'essere "solo" mamma, ma ora fatico a digerire l'ansia per i momenti che perdo (il mio piccolo sta al nido dalle 9 alle 18!!!) e per le malattie che non so come gestire, e forse, tutto sommato, almeno stando a casa forse "rinuncerei a una parte di me" ma la smetterei di vivere con la paura di ogni intoppo. E il mio bimbo si potrebbe ammalare in santa pace!!
La mia priorità ora è la famiglia e credo che un lavoro full time sia inconciliabile, e lo diventerà sempre di più: cosa farò quando andrà alle elementari? chi lo porterà alle varie attività? Penso che la conciliazione sia possibile a costo di avere a disposizione un aiuto costante, siano i nonni o una tata di cui ti fidi. E pagando il prezzo di perdersi un sacco di cose.
Quando sento dire che il problema è che in Italia mancano gli asili nido mi viene da ridere. Il problema vero non è al nido, tanti nidi stanno aperti anche fino alle 19, il problema è che parole come part time, telelavoro e flessibilità sono pura fantascienza, tuttora, in quasi tutte le realtà lavorative italiane.

Caia Coconi
Mag. 7, 2013, ore 12:53

@alessandra: esatto il problema reale e' che quando si parla di part time, telelavoro e flessibilità si viene presi per parassiti sociali che vogliono lo stipendio, ma non hanno voglia di lavorare, come se in mezza giornata non produci niente.
mi spiace molto della tua situazione e colgo in quella paura dell'essere giudicati proprio tutto il dramma della donna, mamma e lavoratrice: e' l'ambiente che non ci supporta, tutti sempre pronti a puntare il dito, infarciti di pregiudizi.

Silvia (Mamma Scienziata)
Mag. 6, 2013, ore 21:39

Concordo con Caia in tutto e per tutto. La conciliazione non c'è. Ho lasciato un lavoro a tempo indeterminato per il freelance quando il mio primo figlio ha compiuto un anno, visto che già nel periodo di allattamento mi facevano notare che uscivo troppo presto. Ho un marito che mi aiuta molto, anche lui libero professionista e quattro nonni disponibilissimi. Però corro, dalla mattina alla sera, anche il weekend. Non ho tempo di alzare la testa tra lavoro e casa, quasi sempre lavoro dopo cena e nel weekend. Come dice Caia, non è che di questi tempi uno il lavoro se lo lascia scappare. Però spazio per me nulla. Non si lavora dopo le 16 (ci sono i bimbi da prendere, lìasilo chiude a quell'ora) e prima delle 21 quando va bene. Il tempo per la formazione personale, per coltivare gli interessi, per un po' di relax è pressoché nullo. Se ci fosse conciliazione una mamma lavorerebbe il giusto guadagnando uno stipendio dignitoso, potrebbe trascorrere del tempo con i propri figli senza dover correre come una trottola per incastrare casa-lavoro-famiglia-impegni in 24 ore, non dovrebbe giustificarsi se quel giorno non può fare straordinario o non è la prima ad entrare in ufficio prima dell'orario di lavoro.
Nonostante mariti disponibili, nonni, aiuti per le pulizie, lavori freelance, chi sceglie lavoro+famiglia (per lo più per necessità) non ha possibilità di conciliare, deve correre.

Caia Coconi
Mag. 7, 2013, ore 12:56

@Silvia (Mamma Scienziata): infatti io corro, in una ruota da criceto. e poi la vita da freelance non ne parliamo: un'altra arma a doppio taglio! perche' devi avere proprio un compagno illuminato (e io per fortuna, come te mi sembra di capire, ce l'ho) per essere supportata. perche' non ci sono orari, non si puo' dire di no, non sai cosa succede domani e tutto e' sulle tue spalle fino a bruciare qualsiasi spazio di cura personale e relax. siamo nella stessa barca :(

Silvia (Mamma Scienziata)
Mag. 7, 2013, ore 15:26

@Caia Coconi: Ho il compagno illuminato e mi reputo molto più fortunata delle mamme che devono bollare la cartolina o che, peggio, sono senza lavoro non per loro scelta. Mi sembra che siamo tutte d'accordo, che è il sistema in generale che non ci aiuta, a prescindere da tipo di lavoro, disponibilità della famiglia e altri "bonus"

squa
Mag. 7, 2013, ore 07:48

tema che mi sta molto a cuore.
Sono d'accordissimo con te che wquel deve cambiare è l'approccio al lavoro. E soprattutto quello degli uomini, intesi come maschi, che di fatto col loro approccio pregiudicano anche la nostra accessibilità al mercato. Era questo che intendevi, spero non aver frainteso.

Ho raccontato qual è il modello olandese (per me ideale) qui:
http://squabus.blogspot.fr/2013/03/mamadag.html

Caia Coconi
Mag. 7, 2013, ore 12:58

@squa: grazie, interessante articolo! (era quello che intendevo, si ;) )

Mediasettre
Mag. 9, 2013, ore 19:19

effettivamente è sempre un grande dilemma, per giunta non si ha l'appoggio di nessuno in primis dalla società e quindi a volte ci si ritrova ad essere sempre in bilico e a pensare se si è fatto la scelta giusta o meno..........

Susy(70)
Giu. 13, 2013, ore 16:25

Io sono pasticcera....e ho scelto di rimanere a casa per seguire i miei figli perche' con questo lavoro non esistono orari e giorni di festa.....non parliamo delle vacanze!!! Ovviamente per ora ci riesco perche' riusciamo ....a fatica ma ci riusciamo, a gestirci con quello che prende mio marito. Pero' mi manca tanto il lavoro. Per ora, nonostante le occasioni perse, e' per me piu' importante seguire i figli. Non mi perdonerei mai di aver trascurato loro per un egoismo mio personale. Credo che quando mettiamo al mondo una creatura abbiamo la responsabilita' e un impegno che va al di la' dei nostri egoismi. Se dovesse essere necessario tornare al lavoro cerchero' il lavoro che mi permetta di stare con loro il piu' possibile quindi metto in conto anche la possibilita' di cambiare genere o settore. Poi sono sicura che il futuro mi dara' la possibilita' di rifarmi ....magari lavorando con i figli stessi...se vorranno , cosi' potro' seguire la mia passione per la pasticceria. Cio' non toglie che per ora io sono la pasticcera di casa, della famiglia, del giro di amici, delle feste paesane......quindi ne ho lavoro.....a volonta'.

Caia Coconi
Giu. 14, 2013, ore 12:15

@Susanna(Cessalto): be' certo il lavoro non manca neanche in casa :D
pero' resta un peccato trovarsi di fronte alla scelta, ma soprattutto considerare che spesso molte donne una scelta nonc e l'hanno :(

Susy(70)
Giu. 14, 2013, ore 14:38

@Caia Coconi: e' verissimo. questo argomento e' veramente triste per me . Data l'importanza fondamentale per l'integrita' morale che ha il ruolo della famiglia nella societa', quella di madre e' una presenza che deve essere costante e soprattutto serena. Le condizioni di scelta in cui si trovano molte madri sono veramente difficili . E' sbagliato e antiumano . Per questo mi ritengo molto fortunata ....per ora.....per aver potuto scegliere i miei figli. Ma non e' stato sempre cosi'. Infatti qualche anno fa per motivi economici dovetti riprendere a lavorare. Per conciliare la vita familiare e la necessita' di avere un'introito......l'unico per un po' di mesi, io facevo la cameriera nei weekend (mai fatto in vita mia ma mi sono adattata) e mio marito stava con i bimbi. Durante la settimana io stavo con i bimbi e mio marito lavorava ( senza busta paga pero' ) . Mia madre era molto malata, e aveva bisogno di assistenza. Io e mia sorella avevamo la responsabilita' di due nonne molto anziane, e i miei suceri abitano a 40km. Quindi puoi immaginare la situazione. Pero' ho fatto di tutto per essere all'altezza tanto che sono riuscita a trovare poi lavoro in pasticceria e ad iscrivermi alla scuola serale e a crearmi quindi una nuova professione. Per fortuna sono stata bene di salute. E quindi mi reputo ancora fortunata. Ora invece il mio fisico sta cedendo e mi sono concentrata proprio nella famiglia per poter dare il massimo comunque. Credo che una nostra forza possa derivare dal sostegno che ci possiamo dare e dallo sforzo per rendere comunque ogni gesto un espressione di amore verso le nostre creature, limitando l'egoismo che spesso ci assale perche' vorremmo di piu'. Scusa, forse il mio puo' sembrare uno sfogo. Sono molto amareggiata della situazione perche' pensando in grande mi sento impotente. Per questo mi concentro nel mio piccolo e cerco di sostenere queste mie idee aiutando piu' che posso le mie amiche quando hanno necessita'. Ho adottato cani, gatti, uccellini, ecc per creare un piccolo mondo naturale e sereno per i figli ma anche per gli amici e parenti che vogliono un momento di condivisione con noi. Ora ci sfrattano dalla nostra casa perche' ci espropriano il terreno che stiamo ancora pagando con enormi sacrifici.......quindi ti puoi immaginare la situazione! Ma non demordo. Se lavorassi potrei trovare il denaro per iniziare tutto da capo da un'altra parte........ma chi mi rida' poi la fanciullezza dei figli ? Con la loro crescita cresco anch'io . Sara' piu' complicato, lungo e difficile ma sicuramente piu' sereno.

Sara
Giu. 25, 2013, ore 16:35

Io, mi divido tra tre figli (una bimba di 5 anni e due gemelli maschi di 14 mesi) e un lavoro a tempo pieno.
Avevo un bellissimo part-time di 6 ore che mi è stato tolto al mio rientro dalla seconda maternità.
Non c'è stata possibilità di trovare un punto di incontro nonostante mi fossi resa disponibile ad orario continuato o a rientri pomeridiani.
Sono senza parole, non ho potuto scegliere.
Sono amareggiata e delusa.
Non so come magicamente si incastri tutto a volte si altre per nulla. Io la sera sono distrutta e i miei bambini li vedo tre ore dopo le 19.
Ma ci sarebbe stata altra scelta?

Alessiayaia83
Set. 24, 2013, ore 17:01

certo che è difficile conciliare tutto..e in questo periodo (anche se penso sia una cosa generale e non solo per la crisi) noi donne non siamo x niente tutelate...sono rientrata da pochi giorni a tempo pieno a lavoro (la mia piccola ha compiuto un anno la scorsa settimana) ed ho anche un'altra figlia di 5 anni e mezzo che ha iniziato la prima elementare e che mi piacerebbe seguire di più.
Purtroppo nella mia azienda il titolare ha stabilito che nessuno avrà mai il part time quindi me lo posso scordare proprio....mi hanno proposto la maternità facoltativa ad ore (che entro i tre anni di mia figlia mi permetterebbe di fare 2 ore in meno al giorno tutti i giorni), purtroppo anche questo al momento è impossibile perchè l'Inps per questa gestione della maternità rimanda ai CCNL di categoria e al momenti il mio CCNL non è ancora aggiornato a questa variante.
Quindi? mi trovo a sfruttare le ore di ferie proprio quando non posso farne a meno e lasciare le bimbe ai nonni (i miei suoceri non abitano proprio vicino quindi a volte la piccola sta da loro 3/4 giorni e non la vedo)...è davvero brutto....ci vorrebbero, soprattutto nelle grandi aziende gli asili nido per i lavoratori...questo per esempio mi aiuterebbe molto...

Robertofix
Ott. 4, 2013, ore 19:59

E' MOLTO DIFFICILE VIVERE COSI',CORRI DI QUI CORRI DI LA POI AL MOMENTO GIUSTO CIAO LICENZIATO E LICENZIATA ADESSO LICENZIEREMO ANCHE LA NOSTRA FIGLIA...

COMMENTA


(Richiesto)


(Richiesto, non verrà mostrato ai visitatori)


(Opzionale, aggiungere sempre "http://")

Vuoi salvare le informazioni per la prossima volta?

Ricorda: Se non sei registrato i tuoi commenti saranno soggetti a moderazione.