Simplymamma ci parla di famiglia: il sottile confine tra tela e ragnatela

Famiiglia: un piccolo aggregato di persone che vivono di regole, relazioni, confronti, complotti, piccoli partiti e associazioni per i quali si alternano vittorie e sconfitte.

In questo micro-sistema si può imparare a convivere insieme, raggiungendo un equilibrio che rispetta tutti i componenti, con i quali si riescono a tessere robuste tele che garantiscono condivisione, appoggio e riparo, in ogni momento della propria vita.
Altre volte, invece, ci si ritrova ingabbiati, in una ragnatela che limita, soffoca, non lascia emergerela propria personalità e si finisce coll'alzare bandiera bianca e scappare via.

Questa idea di famiglia che si evolve nel tempo, in positivo o in negativo, sottolinea la responsabilità delle nostre azioni nel creare un ambiente sereno e aperto, di ascolto e condivisione, quando seduti intorno alla tavola non ci saranno più genitori e bambini, ma adulti conle proprie vite, con le proprie idee, con i propri valori.

Famiglia: il sottile confine tra tela e ragnatela

Tra i compiti dei genitori non c'è semplicemente quello di educare ogni figlio secondo il proprio stile educativo, ma anche e soprattutto tenere insieme quella famiglia, permetterle di crescere e svilupparsi positivamente, rispettando le singole personalità in modo che ognuno abbia le sue ali per volare e le proprie radici per ritrovare se stesso in un luogo di sicuro riparo nei momenti difficili della vita.

Ognuno di noi è la famiglia che ha alle spalle, un condizionamento fondamentale e inevitabile. Ne ereditiamo atteggiamenti, visioni del mondo, insicurezze e sicurezze, l'idea del giusto e sbagliato, l'idea del bene e del male.

Questa responsabilità deve essere chiara, sin da subito, ad ogni genitore che già con piccoli gesti quotidiani può fare molto.

Prima di tutto è necessario accettare la personalità del proprio bambino, considerarlo una persona a sé, che potremo educare ma che mai dovremo avere l'arroganza di voler cambiare. Il bambino si deve sentire accettato dai genitori per quello che è, per i suoi pregi e per i suoi difetti e soprattutto non deve essere mai etichettato.

Famiglia: il sottile confine tra tela e ragnatela

È unanime tra pedagogisti e psicologi dell'infanzia che, nell'atto educativo, si deve condannare il comportamento sbagliato non il bambino come identità. Ciò favorirà la sua autostima e quindi il modo in cui affronterà le piccole grandi sfide della vita, la sua realizzazione e un rapporto positivo con i suoi genitori.

È importante instaurare una comunicazione efficace con i propri figli e soprattutto ascoltarli, sin da quando sono piccolissimi, da quando dobbiamo cercare di interpretare il loro pianto a quando ci parleranno delle avventure dei personaggi dei cartoni. Dobbiamo interessarci alle loro parole per far sì che la porta resti socchiusa quando l'adolescenza li renderà muti e ostili.

Noi saremo lì pronti a cogliere ogni segnale e a sostenerli quando saranno convinti che non avranno più bisogno neanche di una sola nostra parola.
Noi saremo lì quando saranno loro genitori e ci osserveranno, analizzando in cosa siamo stati bravi e in cosa no. E solo loro ci diranno se avremo fatto un buon lavoro perché, come dice una famosa tata della tv "la famiglia è una squadra: o vincono tutti o perdono tutti".

 

Photo Credits: 
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ARGOMENTI TRATTATI

Educare i figli

COMMENTI (5)

Nikolau
Mag. 28, 2012, ore 13:33

..a volte mi sento proprio un genitore da ragnatela

Maka80
Set. 7, 2012, ore 15:56

quoto l'ultima frase e' proprio vero "la famiglia è una squadra: o vincono tutti o perdono tutti".

Lunare.Re
Set. 10, 2012, ore 16:42

La parte più difficile, secondo me, sta nel capire appieno la personalità del proprio figlio.

Ester_79
Mar. 30, 2013, ore 22:18

Concordo!!!

Robertofix
Ott. 18, 2013, ore 17:41

daccordissimo con tutto OK..

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