Guest post: Mammafelice e il primo giorno di scuola

Ciao a tutti, è con enorme piacere che apro questo piccolo spazio di conversazione e scambio di idee sul canale Lifestyle, ospitando la mia sociafelice, una mia cara amica innanzitutto, che non ha bisogno di molte parole di presentazione, visto che parliamo di una che il mommyblogging l'ha praticamente inventato, e messo a statuto. È fonte di buonumore, una miniera di idee e creatività, in una parola, è Mammafelice. E oggi ci racconta del primo giorno di scuola per i figli, per le mamme. A lei la parola quindi!
Caia

La prima elementare: un vero salto di qualità. Per le mamme, ovvio. Perché i bambini sono perfetti in quanto a spirito di adattamento: vivono la vita così come viene e guai a sottovalutare le loro reazioni.

Spesso, infatti, reagiscono ai cambiamenti molto meglio di noi. Io comunque sono una mamma tutta d'un pezzo: quando mia figlia Dafne è entrata all'asilo per la prima volta, (quasi) non ho pianto. Ho stoicamente sopportato in silenzio quel terribile mal di pancia da ansia (cosa succederà? mangerà? starà bene? qualche bambino la picchierà?). Guai a ufficializzare l'ansia, infatti, soprattutto con i mariti o i nonni: si finisce per fare sempre la parte della squilibrata e non si viene prese sul serio. 

Ma noi mamme siamo bravissime a dissimulare le nostre paure: facciamo grandi sorrisi e abbracci, ci atteggiamo a mamme sportivissime e poi facciamo scendere qualche lacrimuccia sull'autobus, di nascosto, arrivando in ufficio con il mascara disciolto e due occhi da panda. Sì, siamo un genere in estinzione.

Comunque questa faccenda della prima elementare io l'ho capita. Siccome mancano ancora due anni, mi sto preparando per tempo: sto già osservando i comportamenti delle mie 'colleghe' con figli grandi, e prendo appunti coscienziosamente. Quindi so bene che il primo giorno di scuola è vietato: dare bacini, tenere la mano, mettere biglietti d'amore nella merenda e inserire un tortino biologico di broccoli dentro il bento. Tuttavia, ho anche memorizzato quello che ho provato io, tanti anni fa, alle elementari. E voglio farne tesoro. Perché sono una mamma, è vero, ma di nascosto voglio essere anche un po' una bambina. Per esempio. Io questa storia dello zainetto firmato un po' la capisco. Come mamma, vorrei che mia figlia imparasse che essere se stessi, senza omologarsi, è una conquista importantissima che porta alla felicità. Però penso che io ci ho messo quasi 36 anni per capirlo, e forse pretendo un po' troppo a chiedere che lei ci arrivi a 6 anni.

Il fatto è che essere una mamma è una cosa difficile. Ma anche essere un bambino è davvero complicato, e certe volte richiede un bell'atto di coraggio: imparare tutte le tabelline a memoria (per poi disimpararle alle medie e doverle reimparare da grande, per fare i compiti insieme), studiare tutta la storia dei Greci, e degli Egizi, e dei Romani, e i 7 Re di Roma, i 7 nani, l'alfabeto in inglese e l'analisi grammaticale. Stare seduto in classe dalle 5 alle 8 ore ad ascoltare un adulto parlare ininterrottamente di complementi di luogo e di frazioni. Senza avere nemmeno Facebook con cui distrarsi!

Insomma, come dico sempre, secondo me la vita dei bambini è più complicata della nostra. Certo, noi abbiamo le preoccupazioni, il lavoro, il mutuo, la spesa, la lavatrice, le bollette... Però, per lo meno, sappiamo cosa dobbiamo fare, abbiamo già passato la fase dei brufoli, i primi amori e il primo bacio, la prima ceretta, la prima delusione. Che fatica.

Preferisco di gran lunga cucinare il minestrone, piuttosto che tornare a vivere tutte quelle 'prime volte' che non si scordano mai.

Sì, credo di aver trovato la soluzione. Io quello zainetto dei cartoni animati forse lo compro. Ma in cambio chiederò uno sconto sulle tabelline: non ho più voglia di impararle! Insomma: mi pare un giusto compromesso.
Sette per otto quanto fa?

 

Photo Credits: yvescosentino

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Educare i figli

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COMMENTI (2)

fiocco72
Set. 23, 2011, ore 15:31

Ma che bello questo guest post Ba, e come hai ragione, non si può pretendere troppo dai bambini. Direi di si allo zainetto con i personaggi dei cartoni animati, purchè sia resistente e duri cinque anni...e sul ritornare a studiare, a volte è dura anche per noi genitori, fosse solo per le tabelline, noi siamo presi dai verbi...Buona scuola a tutti.

Bietolina
Ott. 13, 2011, ore 16:53

Prima elemntare, cartella di cartone colorato...e non scherzo! ce l'ho ancora in soffitta...

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