Il ruolo del papà quando arriva il secondo figlio

I figli so' pezz'e core, si dice, no?

Sì, proprio qualche giorno fa avevo Momo in lacrime sulle ginocchia e gli mostravo la posizione del mio cuore.

"Mamma, il cuore sta nella pancia?"
"Eh no, amore, è vero che la pancia di mamma ormai prende tanto posto, ma il cuore sta per fatti suoi. Eccolo, qui, tra le nenne di mamma. Ed è grande, anche se sembra piccolo. Guarda, qui c'è una stanzetta tutta per te, qui accanto ce n'è una per Dado e poi c'è anche quella per papà. Nel cuore di mamma c'è posto per tutti"

"Anche per i nonni, la zia, le cuginette?"
"Certo anche per loro"

Momo mi ha abbracciato forte forte e come spesso accade ultimamente mi ha contagiato le lacrime.

Non è un periodo facile per noi, alle prese con il piccolo Dado, bisognoso di cure com'è giusto che sia per un neonato e Momo con la gelosia per il suo arrivo.
Non ci sono strategie per superare tutto questo, ma voglio condividere un consiglio che ci ha dato il nostro pediatra per vivere questa fase importante.

Il ruolo cardine per far quadrare il cerchio di questa situazione ce l'ha il papà.

Anche se il cuore di mamma è grande, il tempo a disposizione non raddoppia, anzi. Inevitabilmente tutto quello che la mamma faceva con il primo figlio non è più in grado di farlo. E qui entra in gioco il papà.

Il ruolo del papà quando arriva il secondo figlio

Il papà può diventare gradualmente la figura principale di riferimento al posto della mamma. Più il papà è presente, più il "passaggio del testimone" avverrà in maniera naturale e indolore per il bambino. All'inizio il suggerimento di attività condivise verrà dal papà e potrebbe non andare sempre a buon fine, tra un'emergenza da risolvere senza alternative e proposte osteggiate a suon di strilli, ma a un certo punto il papà, da scorato sostituto, apprezzerà la gioia di essere sempre "scelto" dal figlio per ogni attività.

"Con chi vuoi andare a nanna?" "Con papà!"
"Accanto a chi vuoi sederti a tavola?" "A papà!"

Dicono che a un certo punto la situazione tornerà a un sano equilibrio, giusto il tempo che il "grande" capisca che la mamma c'è sempre, nonostante tutto.

Anzi, perché questo accada e perché il bambino comprenda che i sentimenti della mamma non sono cambiati può giovare che la mamma trovi degli spazi da dedicare esclusivamente al "grande": una passeggiata col pretesto di un po' di spesa, il bagnetto, la favola della buonanotte, o quello che il bimbo (se non è orgoglioso come il mio piccolo grande Momo) chiede.

Noi siamo ancora in alto mare, quindi vi saprò dire più avanti se la strategia ha un senso, eppure se guardo Momo e il MaritoZen insieme in bicicletta mi sembra che comunque vada sarà un successo.

 

Photo Credits:
nessman
pinprick

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COMMENTI (1)

Miranda.Lak
Dic. 25, 2012, ore 18:01

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