MaritoZen e lo spazio padre-figlio

Visto che questo mese parliamo di papà, ho chiesto a mio marito di manifestarsi e dopo notti insonni e ansie da prestazione, in esclusiva per Piccolini ecco un piccolo spaccato sulla nostra famiglia dalla parte del papà! Con un po' di commozione e qualche farfalla nello stomaco, ecco a voi il post del MaritoZen!

"Quest'anno il Natale ha portato a Momo un nuovo mezzo di trasporto: la bici. Ma non la bici standard, quelle su cui sono cresciute generazioni, una bici senza pedali. I più sanno o hanno già visto il mezzo in giro, ma per chi non è informato si tratta di una normalissima bicicletta che appunto non ha pedali e porta i bimbi a spingersi (e frenare) con i piedi. Il plus è che il bimbo impara fin da subito la pratica dell'equilibrio e il passaggio ai pedali, senza passare per le rotelle, sarà un dettaglio (almeno così si dice). Ovviamente la bici senza pedali è molto comune in Germania e nei Paesi scandinavi e alla fine sta raggiungendo anche il mediterraneo.

MaritoZen e lo spazio padre-figlio

L'idea-regalo è ovviamente del papà che con tale acquisto viene generalmente collocato dagli altri sospettosi neo-genitori nella categoria del ciclo-genitore trendy (ben diversa da quella del genitore SUV-addicted che compra al figlio il fuoristrada elettrico e da non confondere con quella del genitore retrò che compra al pargolo una bici in legno di faggio massello che pesa 10 Kg e che viene usata dal bimbo solo in discesa, non senza pericoli).

L'accoglienza di Momo è stata calorosa e anche il suo utilizzo è stato fin da subito eccitante e spericolato e così è nato uno spazio "padre-figlio" bellissimo.
Ma anche in questo piccolo spazio sono emerse le ansie tipiche di noi padri moderni del terzo millennio (del tipo "Oddio adesso si schianta alla prima curva e poi di corsa all'ospedale concordando con la mamma che in fondo la bici senza pedali è stata una delle solite idee del cavolo del papà").
Eh si, l'ansia va tenuta sotto controllo e quando vediamo bimbi un po' frenati andare su bici, supattini a rotelle o skate, armati di paragomiti, paraginocchia e casco integrale è chiaro che i problemi del bimbo vengono dal ramo precedente nel suo albero genealogico. Certo un caschetto può salvare lavita e quindi meglio usarlo, ma di ginocchia sbucciate non si muore, come ci dice l'esperienza delle vecchie generazioni.
E così, ancora una volta, i figli ci mettono davanti alle nostre ansie, alle nostre paure, svelando in continuazione lati del nostro carattere, talvolta sorprendenti anche per noi: quanto siamo im-pazienti, an-affettivi, irritabili, ansiogeni e così via. Ce lo dicono in continuazione, insegnandoci nuovi percorsi e nuovi modi di pensare, sempre secondo la loro logica del qui-ed-ora.

E allora ogni tanto proviamo a seguirli, perché non si sa mai, se lo facciamo insieme a loro, anche andare su una bici senza pedali può essere veramente la cosa più divertente che abbiamo mai fatto."

 

Photo Credits: 
matt_stanford
kate at yr own risk

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