Il rientro a scuola, riprendere la routine

Eccoci al via!
Sicuramente se per un periodo avevamo smesso di pensarci, una volta mamme Settembre torna a essere a tutti gli effetti il primo mese dell'anno con il suo carico di aspettative, novità e... gatte da pelare!

Noi siamo rientrati dopo quasi tre mesi di trasferta tra nonni, mare e campagna e il mio piccolo Momo si era trasformato in un abbronzatissimo selvaggio scalzo.
Per di più come molti bambini ha sempre bisogno di periodi cuscinetto per ambientarsi e ritrovare il suo equilibrio in seguito a traslochi, spostamenti, viaggi e cambi d'aria.

Questa volta ero preoccupatissima perché in effetti eravamo stati via proprio tanto e quindi mi ero premunita e organizzata – per quanto la mia natura scombussolata potesse permettermi: avevo deciso di anticipare il rientro di qualche giorno per non farlo coincidere con il ritorno all'asilo, poi mi ero portata appresso un nonno come souvenir dell'estate per fare da trait d'union tra vacanze e vita “normale”, infine avevo programmato incontri e merende con gli amici della città perché Momo potesse “ricordare” i suoi affetti e la ricchezza delle sue giornate, anche se non vacanziere.
Invece Momo ci ha letteralmente stupiti. Tanto per cominciare mi ha commosso la sua gioia nel ritornare a casa: è salito da solo, quasi correndo, per tutti e quattro i piani di scale fino al nostro appartamento, ridendo, gorgogliando felice, trangugiando le scale con gli occhi festosi, ancor prima che con i piedini. E poi una volta dentro casa non ha fatto che correre da una parte all'altra toccando qualsiasi cosa e ripetendo “mio!”, “mia!”, riferendosi non soltanto ai suoi giochi, ma anche a cose come la maniglia del forno e i barattoli dei pelati. Era un tornado straripante gioia.
Ma la cosa, che dopo il primo momento commovente, mi ha quasi steso per il sollievo è stata la reazione ai suoi vecchi giochi. Tutto ciò che era rimasto chiuso qui dentro per un'intera estate era diventato come nuovo per lui e riscoprire i giochi, il contenuto di scatole e cassetti, i libri che aveva dimenticato, lo ha tenuto impegnato appassionatamente per interi pomeriggi.
Io ho avuto il tempo di svuotare le valigie, provvedere alle lavatrici e anche mettere a punto i miei progetti per l'inizio del nuovo anno, tra cui, appunto, ritagliare un po' di spazio per me soltanto.

La nostra gatta da pelare comunque è arrivata, matematicamente prevedibile come un malanno di stagione: il rientro al nido, quel momento che aspettavamo proprio per rimettere in piedi la nostra routine quotidiana e mettere in atto quei famosi propositi e dal quale pensavamo di restare indenni vista la scioltezza con cui Momo si era riadattato a casa...
Se c'è una cosa che ho imparato dalla maternità è che è inutile fasciarsi la testa prima di rompersela quanto è dannoso adagiarsi su situazioni che pensiamo consolidate: e infatti... Per noi è stato quasi un reinserimento visto che il primo giorno non ne voleva proprio sapere di restare lì. Ho dovuto riprenderlo dopo quaranta minuti di permanenza tra le mura dell'asilo: record, eh?
Ma anche qui scatta la perla di saggezza: quando non c'è soluzione resta solo la pazienza! E quella in genere vince!

E a voi com'è andato il rientro?

 

Photo Credits:  caiacoconi.com

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COMMENTI (2)

Paola Traspedini
Set. 22, 2011, ore 18:34

Anche per noi c' è stato un inserimento...abbiamo cambiato asilo...
È andato tutto bene fino a quando Francesco ha scoperto che solo per i primi giorni si stava sermpre in cortile a giocare a palla...lui era convinto che quell' asilo fosse un parco di divertimenti...e invece...
Vabbè, ce la faremo. Spero. ;)
Insomma, ora siamo un po' meno convinti

Caia Coconi
Set. 23, 2011, ore 12:52

@Paola Traspedini: che fantasia galoppante questi pupi!
momo invece comincia a ingranare, anche se nel frattempo ho lasciato volentieri l'incombenza di portarsi appresso per tutto il giorno il magone del distacco al papa'. ;)

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