I bambini e le paure dell'infanzia

Ci siamo arresi ad Halloween, questa festa d'importazione, perché tutto sommato, quando si tratta di travestirsi, far baldoria e mangiare dolcetti, noi italiani siamo in prima linea.

E anche a casa nostra non siamo da meno e sfruttiamo l'occasione per cavalcare il mood con lavoretti e cucina a tema.

Sempre sull'onda dell'atmosfera da mostriciattoli e animali notturni, ho trovato un libro molto carino su una strega di nome Rossella.

La storia mi aveva conquistata, parla di questa strega buona con tanti amici che cavalcano con lei la sua scopa. Quando viene minacciata da un drago terrificante, i suoi amici, uniti a formare un enorme agglomerato di fango, si trasformeranno in uno schifido mostro che metterà in fuga il temibile drago. Lieto fine: scopa extra-lusso che riparte in volo con a bordo la spensierata e variopinta combriccola.

Considerato che finora Momo è stato un grande appassionato di storie di lupi, non ho minimamente pensato al fatto che una strega buona potesse spaventarlo. E infatti non mi sbagliavo, ma avevo sottovalutato il terrificante drago...

Drago

Dopo la prima lettura, quando abbiamo ripreso in mano quel libro, Momo si è rifiutato di voltare pagina quando sapeva sarebbe arrivato il drago: "Il drago noo, no,nooo".

La mia prima reazione istintiva è stata di insistere per continuare. Ho sempre pensato che le storie abbiano un forte potere terapeutico, proprio perché permettono di vivere l'evoluzione del personaggio che, affrontato il pericolo, ne esce vittorioso, e quindi di ridimensionare l'ostacolo e vederne il superamento. Per cui ci tenevo a finire di leggergli la storia proprio per fargli comprendere che grazie all'intervento degli amici, la strega si sarebbe salvata e il drago sarebbe scappato a gambe levate – tra l'altro mettendo in risalto un proprio punto debole, ossia la paura di un essere più grande e terrificante di lui.

Allo stesso tempo, però, Momo si opponeva, con gli occhi lucidi che fissavano la pagina come a volerla appiccicare alla successiva.

Ho lasciato perdere, ovviamente. Abbiamo preso un altro libro e continuato i nostri giochi.

Poi però ci ho ripensato e mi sono venute in mente anche tutte le altre piccole espressioni di paura che negli ultimi tempi Momo mi ha manifestato: paura dei bimbi che non conosce, per esempio, o paura dei temporali.

Temporale

E allora mi sono chiesta quale sia il modo migliore per aiutarlo.

Insistere? No, di certo. Minimizzare? Meno che meno.

Un bambino, in particolare nell'età in cui è totalmente dipendente da un adulto di riferimento, ha bisogno di protezione innanzitutto, di sostegno, e non di giudizio o umiliazione nel momento in cui manifesta le proprie debolezze. E allora l'arma che funziona sempre è l'ascolto, l'empatia. Molto meglio accogliere la sua paura, magari immedesimandoci pensando a una nostra grande, legittima o stravagante che sia, e comprendere che non sempre si ha voglia di superarle e vincerle, le paure, a volte sono un pretesto per essere coccolati, stretti forte forte e basta.

Ma da dove vengono le paure? Momo è sempre stato un bimbo esploratore e impavido, spesso proprio incosciente. Quando non camminava si arrabattava pur di sfiorare i pericoli delle altezze e quando ha iniziato a camminare si sarebbe avventurato ovunque pur di provare l'ebrezza di terreni impervi. E adesso? Adesso che ha acquisito tante competenze, che con la conquista del linguaggio comprende tutto ciò che gli spieghiamo – e a volte anche quello che non vorremmo! –, com'è possibile che proprio ora emerga questo suo lato timido e timoroso?

Ecco è proprio qui il nodo: proprio nel momento in cui comprende meglio se stesso, il proprio corpo nello spazio e il proprio ruolo nei contesti vari – in genere a ridosso dei tre anni – inizia anche a capacitarsi dei propri limiti e per questo a temere gli ostacoli. Ma questa non va vissuta come una regressione del nostro bambino, bensì come uno stadio importantissimo di crescita, forse il più importante, durante il quale alla paura per il nuovo, l'inaspettato, lo sconosciuto, il diverso, o quello che sia, cercherà di porre delle protezioni, delle spiegazioni, dei limiti.

E allora che cosa possiamo fare noi genitori? Metterci in ascolto e guidarli nel vissuto delle loro paure, perché si possano manifestare senza remore, e allo stesso tempo aiutarli a trovare degli strumenti di comprensione per incasellare ogni cosa al proprio posto nella rappresentazione del mondo che ai loro occhi inizia a delinearsi sempre meglio.

"Mamma, piove!!! Mi spavento!"

"È proprio vero, questi tuoni sono fortissimi, ma non può succedere nulla di male: sono le nuvole nere nere e cariche di pioggia che si prendono a capocciate, quelle sbadatone!"

Nuvole

"E dove vanno?"

"Corrono veloci perché il vento le spinge"

"E doveva il vento?"

"Il vento va verso il mare"

"E dove sta il mare?"

"Il mare sta vicino ai nonni... ti ricordi quest'estate?"

"E dove stanno i nonni adesso?"

E così via...

Ehm...non ho mica detto che sia facile, eh?

E voi? Siete già alle prese con le prime piccole grandi paure?

 

Photo Credits:
caiacoconi.com
powazny
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COMMENTI (12)

Bietolina
Ott. 29, 2011, ore 11:23

Anche Ale è in una fase in cui la parola paura è spesso presente.
Mi sono accorta che usa questa parola proprio quando non conosce qualcosa o una sensazione lo coglie di sorpresa...
Io cerco sempre di smembrare e analizzare ove possibile con lui la sua paura e fargli vedere che non deve avere paura...

Caia Coconi
Nov. 2, 2011, ore 08:35

@Bietolina: io a volte mi lascio andare alla mia "chiocciaggine" e gli dico: ma non ti preoccupare, c'e' la mammaaaaaaaaaa lui si stringe forte forte e io mi sento assolutamente una dea :D

Bietolina
Nov. 10, 2011, ore 11:02

beh anche io faccio la super e gli dico" ma ti pare avere paura???? ci sono io no???? :)))) e lo abbrraccio!
poi ho paura a dormire sola in casa ma questo lui non lo sa ecco

Maka80
Set. 7, 2012, ore 16:03

anche i miei due pulcini stanno attraversando la fase -----e' buio---- ho paura!! anche se fin da quando erano piccini piccini ho fatto di tutto per non lasciare intendere loro che' il buio spaventa.

Nikolau
Ott. 24, 2012, ore 13:17

non è tutta di importazione...mio papà nella bassa trevigiana già negli anni '30 per la vigilia dei morti svuotava le barbabietole ( ciò che avevano a disposizione) per metterci dentro il lumino

Nicolagol
Ott. 26, 2012, ore 16:28

tutti hanno paura

Manulu
Ott. 30, 2012, ore 08:32

Io con le mie bimbe cerco di buttarla sul ridere...quando mi dicono che hanno paura (del buio, ad esempio), io rispondo > e poi acchiappo un loro piede o un braccino sotto le coperte e dico "che paura, e questo cos'è?? Un mostrooo!!" e loro in coro: "ma no, mamma! E' il mio piede!" E scoppiamo a ridere..!!!

Anto92
Ott. 30, 2012, ore 13:26

Brava Manulu anch'io facevo cosi' e alla fine si scoppiava a ridere......

Maria Elisa12 (Roma)
Dic. 11, 2012, ore 15:18

anche i mei bambini di 4 e 5 anni ultimamente sono diventati super paurosi , sia con le cose nuove che non conoscono ..e tantissimo del buio ..vogliono che le segua sepre che non li lasci mai da soli..eppure da piccoli non ne hanno mai avuto paura

Robertissima
Set. 12, 2013, ore 23:11

Rossella la strega è una storia divertentissima... i miei adorano il verso che fanno gli amici per spaventare il drago...così l'ho preso a prestito ogni volta che hanno paura di qualcosa mi faccio scappare un maiobaucipcra...e si scoppia a ridere!!!

Caia Coconi
Set. 13, 2013, ore 09:09

@Robertissima: e' bellissimo quando i libri sfondano il limite della carta e investono il quotidiano!!!

Robertofix
Ott. 10, 2013, ore 13:35

MIA FIGLIA PER ORA NON HA PAURA DI NIENTE POI VEDREMO AVANTI..

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