Asilo e Casa: la duplice natura dei bambini

Sono di ritorno dalla prima riunione scolastica. Tutti i genitori in cerchio assieme alle educatrici -tutti in precario equilibrio su sedioline di legno e stretti sgabelli - per scambiare saluti di inizio d'anno, raccomandazioni, informazioni e progetti riguardo i prossimi mesi.

Un proficuo momento di interazione che è anche un'utile occasione per conoscere le altre famiglie e discutere su temi che riguardano i nostri bambini in relazione alla scuola. L'argomento del giorno che ha animato un po' tutti è stata la duplice natura dei nostri figli che si manifesta al nido e a casa.

A detta delle educatrici il gruppo dei nostri bambini e quindi, in misura variabile, ognuno di loro singolarmente, è un concentrato di contenuta vivacità, spiccata autonomia e generale buona educazione. Dai racconti domestici invece si tratta di bimbi con picchi isterici, incapaci di stare seduti a tavola per due bocconi di pasta, bimbi che non dormono mai, o che lo fanno dopo estenuanti sedute di addormentamento da parte di estenuati genitori, senza più frecce al proprio arco.

Qualcuno proponeva delle gigantografie delle educatrici da piazzare strategicamente in casa, qualcun altro delle registrazioni audio da propinare alle pesti durante la notte tipo messaggi subliminari. Poi però a guardarci in faccia, fuori dal nido, tra genitori con o senza occhiaie, tra mamme con o senza tacchi, tra papà con o senza patacche sulla giacca, ci siamo detti come stavano le cose.

I nostri figli rispondono all'ambiente. Fanno in casa ciò che permettiamo loro di fare.

Al nido si addormentano tutti insieme, nella penombra, con una favoletta e un "shhh ora si dorme. Tacete"! Magia compiuta. Al nido mangiano tutti seduti composti nelle loro sedioline assieme agli altri bimbi, senza essere imboccati, né redarguiti per alcun che. Al nido ripongono i giochi da dove li hanno presi e non capita (quasi) mai che si buttino per terra urlando come se qualcuno li avesse sgozzati perché ricevono un rifiuto.

Questa è una lezione che un po' di mesi fa ho imparato sulla mia pelle. Con la seconda gravidanza ho dovuto osservare dei periodi di riposo che mi hanno impedito di rapportarmi a Momo come avevo sempre fatto: con tanta energia e altrettanto contatto fisico. L'ho sempre tenuto molto in braccio e ho sempre giocato molto energicamente con lui, senza risparmiarmi. Ci sono sempre stata quando mi ha chiamato, di notte e di giorno, senza sottrarmi pur avendo qualcosa di urgente da sbrigare. A un certo punto l'urgenza si è trasformata in una cosa talmente seria da “costringermi” a dirgli di no, a volte. A insegnargli a fare a meno di me in qualche gioco, anzi ad aiutarmi a non rendere la casa un campo di battaglia.

Sono iniziati i nostri veri conflitti. Anche la mamma ha dei limiti e possiamo trovare insieme dei modi alternativi per stare bene, entrambi. È un processo lungo, a volte decisamente difficile, perché fatto di scontri, di ricerca di sfumature, di ridefinizione di regole e ruoli, insomma, ci siamo ancora dentro con tutte le scarpe. 

Ma quello che quotidianamente mi aiuta sono dei piccoli mantra che mi sono creata: mi fido di te e tempo al tempo. Non è facile fidarsi dei bambini: pensiamo sempre di dovergli insegnare tutto, ma loro sanno già tanto, perché a differenza nostra sono molto più in contatto con la natura e l'istinto. E allora per esempio se non vuole mangiare non lo rincorro intorno alla tavola, forse non ha davvero fame.

Nel frattempo non creando l'imposizione, preparo un terreno morbido e conciliante per fargli aspettare il pasto successivo e, seppur con qualche lacrima e capriccio, insegnargli che in ogni famiglia si va a tavola tutti insieme e non si smangiucchia a tutte le ore per poi giocare mentre gli altri mangiano. E poi il tempo: concederselo, dedicarselo, aspettarlo, non anticiparlo. Non è detto che se adesso non riesce ad addormentarsi da solo, non possa impararlo.

Magari deve arrivare il momento giusto, magari basta aspettare e fidarsi. Magari bisogna mettersi in ascolto, prendersi del tempo insieme e capire cosa vuole dire questa richiesta di contatto fisico all'addormentamento... magari se qualcosa non la capisco stasera, la capirò domani.

 

Photo Credits: cosmic_bandita

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COMMENTI (3)

Mammachetesta
Set. 30, 2011, ore 07:00

Grazie.
Tu non hai idea di quanto mi servisse questo post oggi.
Belvetta vorrebbe sempre me nel letto ma per NON dormire.
Siamo oltre la fase dell'addormentamento difficile, siamo al non dormire!
Quindi cerco di insegnaglielo.
Dopo 10 giorni a dormire nel lettone coi nonni (tutti, anche i miei visto che era la prima volta che stava da loro) ogni sera e con un papà che non l'ha mai fatta piangere per dormire e non inizierà ora con la scusa del "non sto bene".
Mi segnino mantra...Magari funzionano pure con me.

Caia Coconi
Set. 30, 2011, ore 10:47

@Mammachetesta: son contenta.
a volte sono i miei pensieri serali quando mi butto sul letto sfranta. un po' alla rossella o'hara, domani e' un altro giorno. pero' e' vero che le cose si aggiustano. soprattutto se uno continua a seminare, senza pretendere di vedere immediatamente i risultati. come una goccia cinese. un passo alla volta ;)

Bietolina
Ott. 2, 2011, ore 14:17

Ehhh caia caia....caiaaaaa
lo dicevo oggi ai miei genitori...visto che è anche la loro festa...
"Ale ha dei nonni fantastici è fortunato poi, perchè tutti e quattro abitano vicini e possono accudirlo quando serve ma...sono felice della mia decisione, sono felice che vada al nido anche se io sono a casa dal lavoro"...
Io in questi giorni sto lavorando.... e al nido con me ce Ale e sono la prima a pormi con lui a casa da mamma e al nido da educatrice...
Al nido ALe mangia senza capricci a casa fa una scenata napoletana a volte degna dell'oscar....
Al nido ci sono quei famosi rituali, quei famosi punti fermi che fanno si che i bambino segua una strada ben delineata...ha un sentiero da seguire che ...non cambia mai o quasi mai.
Poi al nido l'ambiente è solo per loro e a misura loro, sono loro i padroni...ma nn credere eh...gli isterismi ci sono anche li anche se magari isolatissimi...
Non è facile gestirli a volte come non è facile fare la mamma a casa...
la differenza mia ad esempio è che quando sono educatrice ho solo quello da fare...quando sono a casa....ho anche altro ....
Poi come dici tu...si le cose accadono, pian piano a piccoli passi che è bello fare assieme con i nostri figli!

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