Quel sentimento di nome Famiglia

Se chiedessimo a un bambino di rappresentare la sua famiglia, vedremmo molte immagini diverse accomunate da un unico sentimento: l'affetto e il senso di appartenenza che prova nel tracciare quelle linee colorate.

Non importa quante persone, non importa dove e non importa come. I bambini ci insegnano che famiglia è questo: un sentimento, più che uno status o uno stereotipo.

Quella sensazione di trovare 'casa' anche quando non sei a casa, solo perché sei insieme alle persone a cui vuoi bene, che ti hanno regalato ricordi felici, disinfettato le ginocchia sbucciate, bagnato la fronte quando scottavi di febbre e insegnato che sei speciale per il semplice fatto di essere te stesso, unico, uguale a nessun altro.

Quel sentimento di nome Famiglia

La famiglia è il pavimento su cui poggiamo i piedi per costruire noi stessi. Più è solido, meglio riusciamo a tenere in equilibrio quelle parti di noi così faticose da costruire. E' come avere una valigia vuota alla nascita. Più strumenti ti regalano i tuoi genitori, più saprai dove andare a cercare quando ti stai bagnando sotto la pioggia, quando non trovi la strada, quando non riesci ad aprire una porta o quando la strada sembra troppo in salita (o troppo in discesa).

Cerchiamo sempre di riempire la valigia dei nostri figli con qualcosa che permetterà loro di sapere cosa cercare e dove cercarlo, quando ne avranno bisogno, ma sappiamo che non riusciremo mai a fornire loro tutto quanto.
Non per niente, i genitori sono il bersaglio preferito degli psicologi da strapazzo quando qualcuno ha un problema ("ah, il rapporto con tua madre!""ah, il padre assente!" etc. etc.).

Forse allora, la cosa più importante che una famiglia deve trasmetterti è semplicemente la fiducia in te stesso, che è infonderti la certezza di riuscire a trovare ciò di cui hai bisogno e di prenderti cura di te stesso anche nei momenti in cui non hai nessuno strumento conosciuto da usare.
Servirà soprattutto quando le parti si rivolteranno, e sarai tu a prenderti cura di qualcuno che, per te, rappresenterà casa.

Questo mese, su Piccolini, si parla di famiglia. Di come cresce, ma anche di come, a volte, nasce. Con un sì sussurrato in una giornata di sole, in quello che molti chiamano 'il giorno più bello'. Per fortuna, si sbagliano: quando hai la fortuna di avere una famiglia e poter contare sul suo supporto, i giorni belli sono sempre quelli che devono ancora arrivare.

 

Photo Credits:
woodleywonderworks
Steve Polyak

ARGOMENTI TRATTATI

Educare i figli

COMMENTI (11)

Mamma Cì
Mag. 2, 2012, ore 12:14

"i giorni belli sono sempre quelli che devono ancora arrivare" bellissima frase! è vero di giorni belli ce ne sono infiniti: dal primo giorno insieme per la coppia, al primo pianto del figlio quando nasce, a tutti gli altri indimenticabili momenti che costruiscono giorno dopo giorno quell'insieme di persone chiamato FAMIGLIA...

Linda
Mag. 2, 2012, ore 13:49

Si, i giorni più belli sono quelli che devono ancora arrivare, hai ragione. La famiglia è importante e te ne rendi conto soprattutto quando passi tu dalla parte del genitore. Non importa come sia la famiglia (tradizionale, allargata, omosessuale e chi più ne ha più ne metta!), l'importante è che sappia essere presente sempre, anche in modo invisibile.

antonella
Mag. 2, 2012, ore 15:20

Mi dispiace contraddirti, ma il giorno piu' bello, forse non sara' il piu' bello ma sicuramente il piu' importante. senza quel si' non si puo' parlare di famiglia. Non nascondiamoci solo dietro le convenzioni, la famiglia e' fondata sul matrimonio (religioso), e senza il vincolo religioso, non si parla di famiglia ma di unione, all'interno della quale ci possono essere i figli, l'amore, il rispetto, l'amicizia, e tanto altro. Ma manca quella Grazia che solo quel giorno veine infusa e che per tutta la vita ti aiuta e ti accompagna, ti fa crescere i figli in modo sano, ti avere un rapporto sano con tua moglie e tuo marito, che ti fa affrontare le difficolta', le gioie, le avventure, le scelte, i dolori. Chi non crede non puo' capire e non condividera' mai, lo so, ma c'e' fin tropap confusione nella nostra societa', si mescolano i termini, le aprole, i diritti, i contratti, e' tutto uguale, non c'e' piu' differenza. Per me ancora ci sono differenze, e dalle differenze nasce il rispetto, il rispetto anche per la verita', non camuffiamola.

Chiara "Machedavvero"
Mag. 3, 2012, ore 12:53

@antonella: Ciao Antonella, penso che sia un pensiero condivisibile per i cattolici credenti, ma non penso che chi non celebra la propria unione con il matrimonio sia per questo meno 'famiglia'. I sentimenti che legano una coppia e un genitore a un figlio sono dentro il cuore, non in una promessa davanti al proprio Dio - qualunque esso sia, non scordiamoci delle altre religioni. Non credi?

Massimiliano3 (Genova)
Mag. 3, 2012, ore 12:38

Antonella... famiglia per me è dove c'è una coppia. Sposata e non. Con figli e non. Le convinzioni e CONVENZIONI religiose secondo me non hanno NULLA a che fare con il sentimento di una famiglia. Sì, la Costituzione Italia dice altro (articolo 29), pazienza. Non l'ho scritta io.
Anche se non fossi sposato (rito civile) considererei la mia unione una FAMIGLIA.
Che piaccia o meno, non mi interessa.

"ti fa crescere i figli in modo sano"... e perchè altrimenti li cresco in modo insano????? mi sembra un modo di pensare da integralisti.
Lo ritengo offensivo verso chi ha una visione diversa della vita. Perchè, forse ti sfugge scusami, ma ci sono DIVERSI modi di vivere una vita. E in molti casi ciò non contempla l'istituzione del matrimonio. A cui viene dato un peso solo per fede.

antonella
Mag. 3, 2012, ore 19:46

Con quanto ho scritto, non volevo ferire e giudicare nessuno, soprattutto nessuna singola e particolare situazione. Sapevo che non avrei avuto consensi, ma solo critiche, questo e' il destino di noi cristiani (la storia insegna, le persecuzioni pure).
Mi dispiace solo che ogni volta che alziamo la testa noi, dicendo cose, che da secoli si ripetono e che non uno, ma milioni di persone del mondo, seguono e difendono, si parla di integralisti. Mentre per latri, altre religioni ci deve sempre essere assoluto rispetto. Noi dobbiamo essere miti e silenziosi, accettare i cambiamenti della societa' (nozze gay, adozioni gay, inseminazioni di ogni tipo, per formare ogni tipo di famiglia,perche' tutto va bene) tacitamente, anche se vanno contro ai nostri valori, ai nostri principi, alla nostra Fede. Ricordiamoci e non rinneghiamo le nostre radici cristiane, che sono in tutta europa. Se non ci fossero state quelle saremmo forse caduti sotto l'impero ottomano, e noi tutti sappiamo e conosciamo le conseguenze. Basta dare uno sguardo ai paesi mediorientali. con tutto il rispetto per la loro cultura, ma permettetemi di non condividere.
@massimiliano3...solo per Fede? scusa se poco...magari ci fosse davvero in certi matrimoni religiosi.
L afamiglia per me resta comunque un valore, la prima cellula della societa', non un sentimento.

Massimiliano3 (Genova)
Mag. 7, 2012, ore 16:49

Antonella,

non hai risposto alla questione principale: tu dici che "la grazia", che si acquisice solo attraverso un matrimonio religioso "responsabile", ti fa crescere i figli in modo sano.
Mi devi spiegare cosa significa, e di conseguenza se si sotto intende che senza matrimonio religioso non si possono crescere figli in modo sano.
Chi ha detto che dovevi stare muta e silenziosa? Ho detto questo? ho chiesto spiegazioni sulla tua frase e non ho avuto risposta. Io ho rispetto per chi crede, ne vorrei ricevere altrettanto, senza sentirmi dire che visto che non mi sono sposato in Chiesa non posso crescere i miei figli in modo "sano". Le parole sono importanti...se ho capito male, spiegati meglio grazie...

ultima cosa, per me sono integralisti i cristiani tanto quanto i musulmani e chiunque professi una qualsiasi religione. E nella natura di ogni religione, a mio parere, l'essere integralista. Per fede.

Mesciav
Mag. 10, 2012, ore 15:46

Secondo me semplicemente definire la famiglia un sentimento significa renderla piccola piccola... senza far torto ai sentimenti. Il sentimento è ciò che accomuna l'immagine, per usare la tua analogia, ma non è l'immagine: mia figlia ad esempio disegna persone (mamma, papà, fratellino e se stessa): e spesso si danno si danno la mano. la famiglia genera sentimenti perchè è molto di più. Tanto che è complicato trovare una definizione esaustiva. Ma chiamarla sentimento non mi sembra il caso.
@antonella: semplicemente vivo nella convizione che quella Grazia a cui ti riferisci vada più mostrata che ribadita a parole. E a Lei non interessa alzare la testa, interessa cambiare e rendere migliori le vite di chi l'ha accolta e la desidera accogliere. Ma proprio perchè è così (e non la inventiamo noi, a noi semplicemente si offre per come è) sa apprezzare e rendere merito al valore intrinseco di tante unioni (matrimoniali e non) che sanno generare dentro di sè un amore altrettanto pregnante. Perdona l'affondo, ma a mio avviso un approccio del genere non rendere merito alla Grazia che proclami o cerchi di "difendere" ... casomai ne avesse bisogno.

Rita187
Mag. 14, 2012, ore 16:13

I GIORNI PIU' BELLI SONO QUELLI CHE DEVONO ARRIVARE. E' UN BEL PENSIERO- PENSO CHE OGNI GIORNO SI VIVA DI BUONI PROPOSITI, DI SPERANZE. LA VITA LA SI VIVE IN VIRTU' DELLA FAMIGLIA CHE HAI COSTRUITO CON O SENZA FIGLI.IL MATRIMONIO E' UN CONTRATTO PER LA FAMIGLIA E DOVREBBE ESSERE INDISSOLUBILE PER AMORE DEI FIGLI PERCHE' HANNO BISOGNO DI AMORE E DI AFFETTI PER CRESCERE CON SERENITA' E AFFRONTARE LA VITA, MA QUANDO LA COPPIA NON VA DACCORDO E' MEGLIO SEPARARSI PERCHE' I FIGLI SOFFRONO E NON POSSONO ASSAPORARE L'AMORE CHE DEVE ESSERE DATO A LORO PER VIVERE LA VITA.

Danilo23
Mag. 15, 2012, ore 17:15

il giorno più bello è il domani

roberta munno
Mag. 31, 2012, ore 14:50

cara antonella,
se vogliamo trovare una radice ancora più autentica all'europa, semmai, potrebbe essere quella di trovare le sue basi nel diritto di cittadinanza promulgato sotto l'impero romano. al di là di ciò vorrei rassicurarti sull'opinabilità dei valori cristiani. i cristiani non sono affatto perseguitati se per perseguitati intendi partecipare alla vita quotidiana delle varie comunità di appartenenza ed essere soggetti ad un rapporto dialettico tra le parti: le matrici del "conflitto tollerato", la dialettica, e il relativismo, questi sono i valori che distinguono la cultura occidentale da alcune altre (ma non sempre).
quindi non sei perseguitata solo perché qualcuno, per fortuna, la pensa diversamente da te. posto che i valori cristiani non sono affatto universali, così come quelli di nessun'altra religione, io vorrei che in quanto non cattolica anche i miei diritti fossero rispettati e con essi la mia accezione di vita matrimoniale o altro! prima del concordato (1929) il matrimonio in chiesa non aveva nemmeno valore legale... per cui ad ognuno l'opportunità di costruire questo "pavimento", come sice chiara, nella modalità che gli è più congeniale e nel rispetto degli altri.
grazie e ciao

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