È Novembre: giochiamo!

Scritto da Chiara "machedavvero" il in Gioco Commenti (11)

La facevo nascondere sotto la scrivania, dietro al cestone dei giochi.

"Più a destra... la testa più in basso. Ok, ferma." La mia amichetta si rannicchiava in silenzio finché non arrivavano le mamme a bussare alla porta, segno inequivocabile che il pomeriggio di giochi era finito e che a ruota sarebbero arrivati ceniamo/mettiti-il-pigiama/lava-i-denti/a-letto.
Certa che la sua inspiegabile sparizione fosse evidente per tutti, mi aspettavo che sua madre uscisse a cercarla altrove e noi potessimo continuare a giocare fino al giorno dopo. Forse me la sarei tenuta a casa una settimana, avremmo messo una tenda nella mia stanza, avrei rubato dei panini dalla dispensa e ci saremmo dedicate alla più nobile delle attività: giocare!

Adoro giocare. Mi divertiva da piccola e mi diverte anche ora, quando mi rifugio con Polpetta nella sua stanzetta colorata e ci perdiamo per ore tra favole e colori.

Quando giochiamo, siamo principesse dai lunghissimi capelli chiuse dentro una torre fatta di libri impilati. Siamo artiste che lasciano impronte delle loro mani su un grandissimo foglio bianco, poi fanno una mostra nel corridoio del bagno. Siamo pasticcere e diamo grandi e sontuosi ricevimenti a cui sono invitate solo le bambole coi capelli lunghi (i bambolotti pelati si risentono moltissimo).

Quella che finge di essere una sedia è in realtà un aereo. La matita con sopra la gommino rotonda è una potente bacchetta magica e le scarpe rosse fanno correre più veloci della luce.

Quando osservi i bambini giocare, è come sganciare dai pensieri e dalle cose tutti i preconcetti logici nei quali incaselliamo la vita adulta. E' soprendente la creatività allo stato puro che nasce da un semplice giocattolo tenuto tra le mani.

Nella mia scuola elementare avevamo a disposizione una enorme scatola di costruzioni, usata da bambini di anno in anno e per questa piena, nel fondo, di pezzi rotti, scompagnati, apparentemente di scarto. Bene: erano i pezzi più ambiti. Si rovesciava la scatola e un pezzo storto diventava la scultura del giardino, un rettangolo sbilenco era l'armadio delle meraviglie, la scatolina senza sportello una lussuosa tv. Ricordo ancora il suono delle costruzioni che cadevano e la corsa all'ultimo pezzo strano, unico, sbagliato, pronto a diventare qualcosa di magico.

Dicono che usiamo solo il 10% del nostro cervello, secondo me giocando diamo al restante 90% buone chance di farsi vivo.

Quante volte, nella nostra giornata, abbiamo l'occasione di levare le redini alla nostra fantasia e lasciarla correre (sì, anche senza un senso!)? Quante volte la strada non è un posto dove mettere un piede avanti all'altro, ma un luogo magico da sorvolare con due ali di piume e un vestito di caramelle? Dimenticarsi di giocare, da grandi, è come disimparare a sognare.
Chiedetelo a qualsiasi uomo di successo: i più grandi progetti, le più grandi follie, le più geniali intuizioni, nascono sempre da quelle persone che vedono le potenzialità nascoste delle cose più banali. Che inseguono ciò che li appassiona e li diverte. Che prendono un pezzo di plastica nel fondo della scatola e ci vedono dentro una macchina per parlare al futuro. Che credono nell'impossibile, e giocano a farlo avverare.

Giochi

Photo Credits: machedavvero.it

ARGOMENTI TRATTATI

Giochi per bambini

COMMENTI (11)

Thegirlwiththesuitcase
Nov. 2, 2011, ore 14:13

Dovremmo continuare a giocare anche dopo i 13 anni, dovrebbero insegnarlo a scuola: chi non gioca non cresce!
Io sono felice di sentirmi spesso dire che ho l'ingenuità di una bambina, ma sono felice di saper ancora vedere gli aspetti della vita con occhi diversi dagli altri, so entusiasmarmi per nulla, e il palpito del cuore in quei casi parla chiaro.

*Mia*
Nov. 2, 2011, ore 14:27

Eh si hai ragione!!! Giocare è bello e chi ha la fortuna di avere bimbi ancora piccoli come noi non dovrebbe perdersi la possibilità di farlo, anche se spesso ce ne dimentichiamo!
Spesso per le mie creazioni in effetti mi viene qualche bella idea mentre gioco con mio figlio!

MaddalenaErre
Nov. 2, 2011, ore 15:40

Grandioso editoriale :) giocare è una delle attività migliori dell'essere umano (e non solo, ovviamente...avete mai guardato un cane o un gatto giocare come se non ci fosse un domani? è meraviglioso!)

Per restare in tema di ricordi d'infanzia, oggi prima di entrare in ufficio ho comprato dopo secoli "Topolino"...insieme a un cappuccino, è stato un treat graditissimo. Ne ho abbastanza di magazine femminili e di moda, lavorandoci in mezzo tutto il dì, e tuffarmi di nuovo in quelle pagine così simili a come le ricordavo mi ha dato una carica super :)

Chiarolina*
Nov. 2, 2011, ore 15:50

ahhh giocare, ma che bellezza!
quanti giochi io e la mia amica del cuore ci siamo inventate!
ancora oggi, quando parliamo ogni tanto ci lasciamo andare ai ricordi, ridiamo e un po' rimpiangiamo quella spensieratezza che ci faceva baciare un uomo invisibile, accarezzare un unicorno ed indossare le scarpe della nonna per sembrare vere principesse!

Oltreverso
Nov. 3, 2011, ore 08:12

In effetti diventare mamme è una grande opportunità per continuare a giocare almeno un po' ogni giorno. Arrivo a casa dal lavoro e la mia lupacchiotta mi rapisce e mi porta via. Lontaaano..... (che in questo periodo proprio male non è...:)

walling
Nov. 3, 2011, ore 10:09

Mi commuove leggere questo post..hai trovato le parole più magiche per descrivere qualcosa di così magico appunto..giocare. Sono felice di avere un piccoletto per casa anche per questo, perchè mi ha fatta tornare un po' bambina, adoro l'odore dei pastelli, le forme col didò, fingere che il divano sia una potente imbarcazione dalla quale non bisogna cadere, una piccola luce da comodino che diventa un fuoco nel buoio della sua stanza...è un po' come denudarsi, riscoprire se stessi al di fuori della vita adulta così caotica e piena di pensieri..I bambini che giocano tra loro, li osserverei per ore, credo che per quanto ci impegniamo non sapremo mai essere così genuini e fantasiosi..

Roberta (mammafotografa)
Nov. 4, 2011, ore 06:57

Bellissimo questo post, che mi ha fatto pensare molto: forse gioco troppo poco con lui e mi concentro solo sull' organizzazione del dopo-scuola con attività e routine quotidiane: nuoto, calcetto, compiti, bagnetto pigiama, pappa, cartoni, nanna! Forse ripeto inconsapevolmente, solo quello che hanno fatto con me e me ne accorgo ora. Eppure mio fratello ed io salivamo sul pulmino per andare a nuoto e facevamo tutto da soli, dunque mi sembrava già un grande passo avanti concentrarmi sui suoi pomeriggi ed accompagnarlo in tutte le attività personalmente. Ma non ricordo mia madre giocare con me. Ricordo mio padre che mi portava al parco, si sedeva sulla panchina e mi guardava giocare da sola. Sto sbagliando anche io, non volendo! Scusa l'outing, ma questo post mi ha scosso molto: Grazie per avermi fatto riflettere sui miei buchi neri di oggi che ancora sbucano fuori e devo assolutamente coprire di terra. Forse è per questo che mi fa sempre dispetti per attirare l'attenzione, quando faccio "altro"? Forse faccio troppo "altro"?
E continuo a dire che le tue foto sono meravigliose!

Chiara "Machedavvero"
Nov. 4, 2011, ore 10:37

@Roberta grazie a te di aver condiviso questi pensieri (e grazie per i complimenti sulle foto, fatto da te sono un onore!). E' vero, è più facile stare a guardare che giocare davvero... però è un po' come allenarsi: più giochi, più sei capace di giocare, capisci cosa piace a tuo figlio/a e alla fine ti diverti pure tu! Certo...magari reggere un pomeriggio intero è dura. Per qualche ora ci sono mamma e papà, per il resto gli amichetti!

@walling è vero... è un po' come chiudere la porta del caos adulto e riaprire quella della nostra infanzia per un momento. magico.

@Charolina ahaha, l'uomo invisibile! :D

@Oltreverso esatto, è quello che penso anche io.

@Maddalena aaah che mi hai ricordato! anche a me ogni tanto capita di fare acquisti del tutto infantili. l'ultimo, un artbook dei cartoni giapponesi di maghette (Creamy & co.) della mia infanzia. Sono irrecuperabile.

@Mia succede anche a me, c'è un ricircolo di creatività incredibile quando si gioca.

@Thegirl.. e lo trovo bellissimo!

Nicoletta
Nov. 18, 2011, ore 14:36

Chiara, mi ero persa questo tuo intervento. Come al solito viviamo le stesse tappe con le nostre bambine ed anche io sono in piena fase di fanstasticherie. DEvo dire che forse voi mi / ci battete! noi al momento abbiamo anche degli amici immaginari, Dinosauro Grande e il cane Riccio che ci accompagnano nelle mille avventure e confermo che a volte basta dare il la alla fantasia e tutto viene da se!
bisognerebbe saperlo fare anche quando si è soli e non solo con l'imput dei nostri bimbi!

Principessina_
Ago. 13, 2012, ore 15:18

Hai proprio ragione, smettere di giocare per sopraggiunto limite di età è davvero triste e castrante.
Sono sempre stata dell'idea che il fanciullino di Pascoli vada mantenuto vivo, alimentato a pane e fantasia e mai e poi mai lasciato crescere. Ci pensa già la quotidianità a distruggere sogni, speranze e tutto ciò che di bello c'è nel mondo.

Io i vestiti fatti di caramelle li indosso davvero :) seguo una moda giapponese molto colorata e che ricorda i vestiti delle principessine, quelli che, leggendo il tuo blog, capisco vadano di moda tra le bambine dell'età della piccola Polpetta ;) e anche se di anni ne ho trenta e non tre, non mi interessa, io vado avanti per la mia strada colorata.

Che il grigiume della monotonia se lo ciuccino gli altri, dico io. Quei tristi individui che siccome hai un'età "Dovresti pensare a fare figli, non ai vestiti, alle principesse e al rosa ovunque!". Ma io non mi scompongo. Li mando a farsi un giro nel mondo degli adulti. Io sto bene qui, nella mia nuvoletta rosa come le pareti della mia camera.

Questo per me significa giocare :)

Robertofix
Ott. 24, 2013, ore 12:48

pochi ragazzini oggi hanno molta fantasia per forza giocano tutto il giorno con ammazza questo ammazza quello non hanno piu rispetto per niente noi alla loro eta avevamo altri metodi di gioco oramai persi nel nulla..

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