Si torna a scuola!

Scritto da Chiara "machedavvero" il in Scuola Commenti (9)

Era un semplice bazar di montagna col suo minuscolo reparto cartoleria, un paio di ripiani affollati di quaderni e cancelleria incastrati fra l’espositore di portachiavi e la vetrina dei coltellini svizzeri. Ogni fine agosto io e mio fratello sceglievamo il diario per l’anno scolastico alle porte, scorrendolo con le dita da settembre a giugno e immaginandolo pieno di dediche, compiti, foto e adesivi.
Aspettavo i banchi di scuola, i miei amici, l’odore della città, la casa in penombra da spalancare di nuovo. Solo i bambini riescono ad essere annoiati dalle vacanze.

E ora eccomi, con una Polpetta di tre anni pronta per la scuola materna (di già? Ma com’è possibile?! Aiuto!). Mi lascio entusiasmare dal suo zainetto, dall’odore dei pastelli a cera, dalla merenda per l’intervallo, e faccio tutto come se lo facessi per lei e per me al tempo stesso, per creare quei riti e rivivere quella lieve frenesia. Perché in fondo i loro primi giorni di scuola sono anche i nostri, ma dall’altra parte della barricata. Siamo quelli che nei nostri ricordi sono una massa indistinta di giacche scure e saluti sbracciati, baci sulla testa, mani tese per andare a casa quando suona la campanella.

Un giorno stanno lì che gattonano e impilano cubi tirandoseli in testa e il giorno dopo arriva il momento delle paginette piene di a, b, c.
Quello dei primi libri scolastici dove l’antica Roma dura un paragrafo e tre figure, del "pranzo al sacco, cappellino e giacca a vento" pure se la gita è all’orto botanico dietro l’angolo. Quello dei lavoretti al punteruolo (si usa ancora o serve il porto d’armi?) e delle orride cornici di mollette da bucato, condanna dei salotti di migliaia di madri italiane (nove volte su dieci spariscono in misteriosi incidenti). Dopo, è tutto un trampolino di lancio velocissimo. Ho sentito bambine di prima elementare parlare di fidanzati, pigiama party e serie tv.

Pronti e nervi saldi: sta per aprirsi la stagione dell’ancora-cinque-minuti, della colazione a occhi chiusi per non svegliarsi troppo, della nota sul diario, del "può portare una torta per la festa di Carnevale?" il giorno che hai otto riunioni, della compagna di classe che prende in giro tua figlia e prenderesti la madre per i capelli ma siete persone civili e allora no, del "mi sono fidanzata con Gianluca" che è alto come il tuo comodino.

E poi arriva quel giorno che alza lo sguardo vagamente smarrito dal libro e ti chiede a bruciapelo:
“Ma perché la luna è bianca?”

E mentre blateri qualcosa di improbabile ti rendi conto che hai studiato per circa quindici anni della tua vita, ma non hai imparato proprio un cavolo.
O meglio: tutte le cose più importanti non erano scritte sui libri. Erano nel modo in cui sei riuscita a farti amica Giulia, nella prima volta che Marco ti ha tenuto per mano durante la gita a Firenze. Nello spintone che hai preso e in quello che hai restituito con gli interessi. Quella volta dietro la lavagna e quella con la medaglia per la maratona.

Forse (con una certa vergogna) non sai perché la luna è bianca, ma sai come dire un segreto alla persona giusta, come guardare di sottecchi quella che ti piace e cosa fare in caso di litigio fra due amici.
C’è un’unica differenza, con quel periodo che odora ancora di temperamatite e pizza bianca. Questa volta sei quella che firma le giustificazioni per i compiti di matematica, e sai che vanno usate in caso di malattia o serissimo impedimento, ma anche in caso di splendida giornata, permesso dal lavoro e gelataio appena aperto all’angolo. Essere diventati adulti servirà pure a qualcosa, no?

 

Photo Credits: machedavvero.it

ARGOMENTI TRATTATI

Educare i figli

COMMENTI (9)

siroindustry
Set. 20, 2011, ore 14:59

Veramente toccante!
Belle parole, leggere ma che entrano nel cuore.

Bella la frase "Solo i bambini riescono ad essere annoiati dalle vacanze."

Mammachetesta
Set. 20, 2011, ore 15:36

Verissimo tutto.
A volte ci si sente "accademicamente inadeguati" anche in prima elementare o alla materna, ma poi si sanno le "altre cose", quelle che ti fanno comunque crescere e ti aiutano ad affrontare ostacoli e paure che nelle varie età sembrano insormontabili.

AlessandraG
Set. 20, 2011, ore 21:12

Che poesia di post Wonder! Mi stai quasi facendo venire nostalgia dei tempi della scuola :')

kisal
Set. 21, 2011, ore 12:34

Chiara, come sempre mi piaci moltissimo.
Mi ricordo spesso una tua frase scritta nel blog (e pure nel libro) tra i vantaggi di avere una madre giovane (o qualcosa del genere): poter comprare tanti oggetti kidult e avere una perfetta stupida con cui usarli :D
Sei giovane e vivissima dentro e molte tue riflessioni mostrano la tua fine intelligenza che va tanto oltre il tuo spirito da "ragazza Sex and the City", che è giusto mantenere anche dopo essere diventare madri.
Mi piace principalmente il fatto che, anche madre, non dimentichi di essere stata bambina, potrei tranquillamente affermare che il tuo segreto del successo è seguire la strada de "Il piccolo principe". Sei adulta, parli agli adulti, ma il folletto bambino che è dentro di te è sempre vivo, e non ti vergogni di dargli spazio e vita.

Anche io adoravo la scuola, da bambina. Mi stufavo in estate e amavo agosto per il fatto che potevo entrare nei negozi e scegliere quadernoni, diari e riempire l'astuccio con i pastelli, pennarelli, gomme, penne... ci mettevo fantasia e passione, ehehe :D
che bei ricordi

Chiara "Machedavvero"
Set. 21, 2011, ore 16:58

Grazie a tutti dei bellissimi commenti :) E' vero, non mi vergogno affatto della mia parte bambina che convinve con la donna e con... SexandtheCity :) E ricordo i momenti della scuola con una nostalgia che non immaginate. O forse, dopo questo post, sì!

Anna Maria S.
Set. 23, 2011, ore 22:34

Che bello...non sono mamma ma immagino che sia così per tutte e vorrei anch'io un giorno non essere in grado di spiegare perchè la luna è bianca ma riuscire a spiegare quello che sento tutte le volte in cui la guardo...
Un bacio a tutte le mamme

Maria Elisa12 (Roma)
Dic. 4, 2012, ore 09:01

belleissime parole che entrano dentro il cuore

Piccola63
Dic. 31, 2012, ore 09:49

crescendo si riaprono quei cassetti della memoria che per tanto tempo sono rimasti chiusi e che pensavamo persi... non e' nostalgia.. e' la consapevolezza che dopotutto le ns. piccole cose (l'odore dei libri da conservare con cura, l'unico astuccio per tanti anni, un diario di cui tenere cura, ecc) si sono scolpite nel cuore e nella mente ...i ns. ragazzi forse non apprezzano cosi' tanto queste piccole cose materiali, ma speriamo che anche loro un domani possano ritrovare in un angolo del loro cuore un pezzo di quel passato che, oggi presente, gli sembra cosi' noioso e inutile.

Francescagialdini
Lug. 29, 2013, ore 21:27

bellissime parole

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