Ruggy e il frutto di Natale

“Tra i cuscini del divano di Ruggy e della famiglia dei leoni di peluche, era finito un semino che era cresciuto fino a diventare un cespuglio. Il cespuglio era rampicante e aveva invaso tutto il salotto...”

Ruggy e il frutto di Natale

Tra i cuscini del divano di Ruggy e della famiglia dei leoni di peluches, era finito un semino che era cresciuto fino a diventare un cespuglio. Il cespuglio era rampicante e aveva invaso tutto il salotto, aveva coperto la televisione e stava scalando la libreria, ma era così bello che Ruggy e la sua famiglia avevano deciso di tenerlo. Non volevano reciderlo perché produceva un frutto buonissimo, ma uno soltanto, e solo la notte di Natale.
Ruggy e il frutto di NataleQuesto frutto  profumava di agrume (oh!), sapeva di miele (uh!), aveva anche sentori di cotoletta, patate fritte e tortellini in brodo (ah!). Il retrogusto ricordava il pandoro (ih!).
Ruggy aveva paura di non riuscire a mangiarlo neanche questo Natale perché le sue sorelle leoncine si svegliavano sempre prima di lei. Ogni anno finivano per litigare e lei, la più piccola, soccombeva sempre. Così, quell'anno, puntò la sveglia nel cuore della notte, si alzò quatta quatta e, attenta a non farsi vedere da Babbo Leone di Peluches Natale, mise nella tasca del pigiama quel frutto delizioso, pronta ad addentarlo durante il giorno più atteso dell'anno.
Il giorno dopo però, vedendo il muso triste delle sorelle, decise di condividere il suo bottino. In quel momento il cespuglio si riempì di frutti deliziosi: ne spuntarono così tanti che si dovettero invitare vicini, parenti, amici, vicini dei parenti e parenti degli amici. Nessuno, nel villaggio dei leoni di peluches, dimenticò mai più che il frutto più buono è quello che viene condiviso.

~ fine ~